La pizzeria Mickey Mouse a L’Aquila

WP_20150902_014La pizzeria Mickey Mouse è in via Tito Pellicciotti.

C’è, ve lo garantisco, anche se, a un certo punto della salita, le abitazioni si diradano fino a sparire e affiora il sospetto di aver sbagliato strada. Quando si arriva, il panorama che si gode a destra è incantevole: tutti i borghi ad est di L’Aquila, illuminati da luci soffuse, dormono cullati dalle ombre del Gran Sasso.

Una piccola rampa in salita separa il parcheggio dalla pizzeria Mickey Mouse, decisamente in tema con il suo nome. All’esterno, infatti, un grande poster mostra la fontana luminosa, simbolo aquilano, rivisitata in stile Walt Disney, con Minnie e Topolino a reggere la conca al posto delle statue muliebri volute dal podestà Adelchi Serena.

Per descrivere l’interno dovrei attingere a ricordi lontani: stavolta il nostro tavolo era all’aperto e WP_20150902_015temperatura e compagnia ottimali ci hanno inchiodato alle sedie fin quasi a mezzanotte.

In sette abbiamo speso 140 euro per bruschette, pizze, dolci, birra, caffè e amari. La viva cordialità della cameriera è stato gradito omaggio della casa.

WP_20150902_001Le bruschette, condite molto generosamente, sebbene un po’ fredde, mi sono sembrate sopra la media.

Scegliere la pizza alla pizzeria Mickey Mouse è operazione laboriosa, perché le opzioni sono molteplici e tutte appetitose. Sulla qualità il giudizio della tavolata oscilla fra il discreto e il buono: la mia pizza, guardacaso una aquilana, condita con zafferano in polvere e salsiccia, è stata soddisfacente, nonostante i bordi troppo voluminosi.

La pizza aquilana, con salsiccia e zafferano
La pizza aquilana, con salsiccia e zafferano

Quella di Marco, con gorgonzola, pancetta e funghi, significativamente definita El Gordo, ci è parsa invece piuttosto pesante. Dati gli ingredienti, avremmo dovuto aspettarcelo. Che colpa ne ha la pizzeria?

L’amico che prende solo pizza Margherita, convinto, come Cristiano Cavina, che la qualità sia valutabile solo in versione pura, è rimasto soddisfatto. Non male, a quanto mi dicono, neanche la pizza con il salmone e quella con la bresaola.

Il punto forte della serata, però, per me è stato il tiramisù, freschissimo e davvero squisito. È andato a ruba! Per lasciarmi l’ultima porzione, Marco ha ripiegato sul profiterole, buono, certo, ma non comparabile con la leggiadra sinfonia di sapori del tiramisù.

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