Polignano a Mare (BA)

 WP_20160122_010Polignano, con le sue case bianche a strapiombo sul mare, con i suoi vicoli ciechi e le sue terrazze panoramiche, con le onde bianche e blu che si frangono impetuose sulle grotte e sulle spiaggette, ispira ammirazione, ispira poesia.
Ha ispirato Domenico Modugno, che in quel blu dipinto di blu si sentiva volare.WP_20160122_056

Una statua gigantesca lo ritrae in procinto di issarsi in volo e le due panchine più vicine, a differenza delle altre, danno le spalle alla scogliera e all’ampia scalinata che permette di raggiungerla in omaggio alla voce potente che lì mille volte sfidò l’urlo del mare.
Ha ispirato Luca Medici, in arte Checco Zalone, che a Polignano ha girato alcune delle scene più divertenti dei suoi film, al punto che passeggiando nell’ampia piazza moderna abbiamo provato una sensazione di deja vue.

Polignano: notturno
Polignano: notturno

Ha ispirato Luca Bianchini, che tra le viuzze e gli anfratti di Polignano ha ambientato la saga appassionante di “Io che amo solo te“: fra le lenzuola che si asciugano nel vento e i baretti del centro storico non mi avrebbe stupito incontrare Ninella e Mimì.

Ha ispirato e continua ad ispirare anche Guido il flaneur, “non poeta, non artista, non scrittore, lettore sì“, sconosciuto genio locale che, con un pennarello indelebile, ha riempito il centro storico di aforismi, citazioni, aneddoti tratti dal mondo della letteratura e dell’arte con tanta sagacia che è diventato un gioco per noi seguirne le tracce nei posti più impensati. WP_20160122_023
La sua fantasia si è impossessata della mia.

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Quando scrive Grazie a Dio sono qui (A. Puskin): se fosse venuto qui anche lui avrebbe nuotato (non bagnarsi) nei meravigliosi mesi di febbraio, gennaio, maggio, dicembre (grazie a questi algidi, salvifici giorni, anche io potrò dire come Lord G. Byron, “Quante volte con una bracciata vigorosa ho infranto queste onde, opponendo alla loro resistenza un petto audace “), la stessa sensazione pervade me e non mi è più possibile ammirare la città che emerge spettrale al di là del ponte o la spiaggetta che al di sotto fa da trait d’union fra zona e zona senza immaginarmi a nuoto con Byron.WP_20160122_028
Polignano è così: di fronte alla forza della natura e della storia, che hanno sagomato il centro storico fino a renderlo inconfondibile, passa in secondo piano anche la bella Cattedrale barocca dedicata a Santa Maria Assunta, che pure vanta un interno riccamente decorato, con soffitti lignei che tolgono il fiato.

La cappella di Santo Stefano a Polignano
La cappella di Santo Stefano a Polignano

Un tempo il quartiere che confinava con il mare, oggi motore del turismo di Polignano, era il più povero della città: la piccola cappella di Santo Stefano, ad esempio, che dà su un’incredibile terrazzata da cui il paese sembra fluttuare come un fantasma fra le acque, era scelta per il matrimonio dalle coppie più miserabili, che non potevano permettersi una cerimonia in cattedrale.
Oggi i VIP di tutto il mondo pagherebbero oro per sposarsi lì.

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