Ragione e sentimento di Jane Austen (33/1001)

Lo temevo ed è successo: riprendere in mano Ragione e sentimento mi ha risucchiato di nuovo nella Jane Austen-mania.
Ho passato i miei venti anni a leggere, rileggere, compulsare tutti i libri della Austen, stupita ogni volta di trovare in tanta semplicità di lessico e trama quelle mille piccole osservazioni argute che ne fanno una maestra dell’animo umano.
Ragione e sentimento si sviluppa fra la campagna inglese e Londra, fra la provincia e la metropoli, fra i cottage e le ville.
L’atmosfera di garbata cortesia, vivissima in ogni dialogo, rende ancor più respingente, al confronto, la brutalità dei nostri tempi.
C’è, però, un po’ ovunque quel pizzico di femminile perfidia che,in contrasto con la squisitezza dei modi e dello stile, rende sapida la narrazione e interessante la trama.

Inizialmente le simpatie sono tutte per Marianne, la sorella vivace, impulsiva, sincera, ma nel corso del romanzo è Eleonore, la saggia, calma Eleonore, a conquistare il favore degli amici (e dei lettori)
E se prima una era tutta cuore, l’altra tutta cervello, la vita insegnerà ad entrambe a dosare ragione e sentimento.
Stavolta, il mio approccio al romanzo ha beneficiato di un valore aggiunto impagabile: la voce di Paola Cortellesi, che riesce a vivacizzare ogni dialogo regalando a ciascun personaggio un tono che, senza diventar grottesco, ne compendia magicamente carattere e caratteristiche.
Così anche chi inizialmente pare una macchietta (la signora Williams, con il suo eloquio sempre iperbolico, sir John e la sua allegria forzata, Fanny, con il suo untuoso opportunismo, Lucy e il suo manierismo, più una pletora di personaggi minori) nel romanzo ha sempre una sorta di evoluzione che, millimetro dopo millimetro, lo sposta da certe convinzioni e lo avvicina al cuore dei lettori.
Scoprire gli audiolibri ha trasformato ogni mio tragitto in automobile in un’occasione attesa e gradita: stavolta, però, ho sempre letto in anteprima, incapace di trattenermi, ciò che poi ho riascoltato in CD, in una sinergia di vista e udito che mi ha coinvolto, appunto, ragione e sentimento.

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