Riccardin dal ciuffo di Amélie Nothomb (8/17)

Riccardin dal ciuffo si inserisce nel ricco filone delle riscritture con cui Amélie Nothomb cerca da qualche tempo di sopperire ad una certa mancanza di ispirazione.
Lo stile caustico e una visione originale del mondo lo rendono comunque un prodotto piacevole, anche se ben lontano dalle vette di graffiante intelligenza a cui l’autrice ci ha abituato.
La Voland, storica casa editrice, mi ha inferto un piccolo dolore rivoluzionando la grafica della copertina: per me che collezionavo con un piacere quasi fisico tutte le opere precedenti, ammirandone l’omogeneità dei toni bluette, quest’ultimo libro, in rosso, è un pugno nell’occhio.

Stroncandolo senza pietà, Michela Murgia ribadisce che ormai l’autrice vende un brand vuoto, se stessa, come si evince dalla foto che occupa a pieno la copertina, per nulla coerente con una trama già scritta, e meglio, da Perrault.
In realtà, la favola che ispira il libro, Riquet à la houppe, si basa su una dicotomia ben cara all’autrice, intelligenza vs. bellezza, impalpabile, quest’ultima, e sconvolgente.
La gente non è indifferente alla bellezza eccessiva: la detesta con un accanimento che rasenta la maniacalità. Il molto brutto a volte suscita un po’ di compassione; il molto bello irrita senza pietà. La chiave del successo sembra essere in una vaga piacevolezza che non possa dare fastidio a nessuno“.
Ricorre poi un’altra tematica cara all’autrice: l’infanzia come piccolo hortus conclusus guastato poi dall’educazione.
Diodato, il protagonista, sopperisce alla sua straordinaria bruttezza con una dote particolare: il senso dell’altro. “L’intelligenza classica comporta raramente questa virtù del tutto paragonabile al dono delle lingue: chi ne è provvisto sa che ogni persona è un linguaggio specifico e che tale linguaggio può essere appreso a condizione di ascoltarlo con la più estrema attenzione di cuore e di senso“.
Ma, se si è capaci di leggere nell’animo degli altri, come si può non ritrarsi di fronte alla desolante stupidità che governa l’agire umano?
Anche in Riccardin dal ciuffo la bellezza salverà il mondo.

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