Il ristorante Cappuccini a Catignano (PE)

Al Ristorante Cappuccini di Catignano si va essenzialmente per due motivi: per respirare aria buona in un luogo ad alta sacralità e per mangiare baccalà fino a piena soddisfazione.
Stesso ingrediente, diversi sapori, dunque, secondo una filosofia culinaria non insolita in Abruzzo.
Il locale capiente, i prezzi onesti, l’assenza di concorrenza in zona, la discreta qualità delle materie prime e le porzioni abbondanti rendono il Ristorante Cappuccini appetibile e, quindi, ben frequentato.
Nonostante cento e più avventori abbiano riempito la grande sala per il pranzo domenicale, il servizio è stato celere, anche se non impeccabile.
Sulle condizioni del bagno a fine giornata cali, invece, un velo pietoso.

Carpaccio di baccalà al Ristorante Cappuccini

Il pasto si apre con il carpaccio: baccalà messo a macerare crudo nel succo di limone e aromatizzato con rondelle di cipolla rossa e pomodorini.
Il risultato è piuttosto delicato ed è l’unica incursione dello chef nell’innovazione.
Da questo momento in poi, le ricette saranno quelle della nonna.
Baccalà fritto in quantità, innanzitutto, con pastella spessa e croccante e cuore morbido: se non sapessi come evolverà il pranzo ne mangerei in grandi quantità.
La pasta al sugo di baccalà, nella sua apparente semplicità, è praticamente perfetta: se dovessi premiare un piatto, sceglierei senza dubbio questo.
Il baccalà in umido che segue è fatto praticamente dello stesso sugo delle tagliatelle: poco male, si fa apprezzare, ma non offre il cambio di prospettiva che ci si aspetterebbe.
Chiude il pranzo un baccalà arrosto accompagnato da coriandoli rossi croccanti: sono stupita nello scoprire che si tratta dei miei odiati peperoni, abbrustoliti, disseccati, sminuzzati e messi in condizione di non nuocere.
Con un pasto come questo, il Ristorante Cappuccini riesce nel difficile compito di saturare la voglia di pesce per sette giorni almeno!

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