Incontro con Roberto Vecchioni

WP_20160309_006Roberto Vecchioni irradia luce.

Irrorate dalla passione, le sue pupille brillano, le sue corde vocali vibrano: sembra un gigante mentre incendia con il fuoco della letteratura gli animi dei nostri studenti.

Poi tace, esausto dalla forza stessa del suo dire, e riscuote il lungo applauso scrosciante dei ragazzi del Liceo Cotugno, vera, goduta, voluta mercede per “Il mercante di luce”, che ogni giorno baratta la sua sapienza da vecchio saggio con l’entusiasmo di quei giovani cuori.

Incredibile a dirsi, percepisco la gracilità di Vecchioni solo quando smette di parlare.WP_20160309_011

Se me lo aveste chiesto allora, mentre il mio cuore danzava al ritmo delle sue parole, avrei giurato che fosse alto due metri, pesante come granito, ora giovanissimo nell’energia del discorso, ora vecchissimo nella vastità della sua esperienza.

Mentre le citava, confluivano in lui la generosa audacia di Aiace, la paziente scaltrezza di Ulisse, la veemente protesta di Archiloco, la dolce malinconia di Saffo, la disperata grandezza degli eroi tragici.

Roberto Vecchioni ha la musica nel sangue: il suo gesticolare dà forza ad un ritmo interno che scandisce armoniosamente ogni discorso.

E se è irriproducibile la fluidità delle sue parole, sono però da ribadire con forza i concetti che ha osato affermare, in controtendenza assoluta con la sterile pragmaticità dei nostri tempi.

Il primo, fondamentale: i Greci hanno penetrato per primi i segreti dell’animo umano.

Studiarli rende consapevoli del senso della vita.

WP_20160309_014Senza di loro, ci si ferma al “come” si vive, senza ca(r)pirne il “perché”.

Senza di loro, si fluttua in balia della corrente, cercando invano un’esplosione di gioia transeunte senza respirare la felicità profonda che è in noi in quanto esseri umani.

Fioccano le domande dei giovani, anche se la campanella ha annunciato da un pezzo la fine delle lezioni, anche se i ragazzi rischiano di perdere l’autobus e Roberto Vecchioni ha ancora un appuntamento con L’Aquila, oggi, all’Auditorium di Renzo Piano

Roberto Vecchioni, introdotto dalla D.S. del Liceo Cotugno, Fiorenza Papale
Roberto Vecchioni, introdotto dalla D.S. del Liceo Cotugno, Fiorenza Papale

Cerco con lo sguardo Roberto Maccarrone, della Libreria Mondadori, che ha organizzato l’evento , e la nostra Dirigente, Fiorenza Papale, brillante padrona di casa: sono lì, rapiti dal discorso, dimentichi della tirannia del tempo.

La morte non sta nascosta negli orologi, come diceva il buon Belli, perché la vita non si valuta un tanto ad ora, ma sta nella luce che si irradia, nell’intensità con cui si vive. E in queste due ore con Roberto Vecchioni, quanto abbiamo vissuto!

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Qui trovi invece la lista dei libri e degli autori di cui parlo nel blog

Precedente La bionda del Kontiki di Katia Ceccarelli (12/16) Successivo L'agriturismo Le gioie della fattoria (podere San Biagio) a Controguerra (TE)