Roccacasale (AQ)

 

 

20160521_164426Roccacasale è una valanga di case che erompe dai ruderi dell’antico castello e scivola precipitevolissimevolmente a valle.20160521_170002
Eravamo abituati a considerarla parte del paesaggio, quando, dopo i lavori di allargamento della statale, sul bivio sono comparse una serie di indicazioni turistiche segnalanti la chiesa di San Michele, l’edicola di don Mariano, reso beato nel 1999 con gran tripudio popolare, i resti del castello e un misterioso Colle delle fate da raggiungere, pare, a piedi dopo lunga fatica.WP_20160521_008

Oggi ci siamo inoltrati in quel groviglio di case.
Le villette della parte bassa del paese lasciano il posto, salendo, ad un’urbanistica medievale: le case del centro storico si estendono in altezza, stanza su stanza, quasi ad accompagnare con il loro slancio la costa della montagna che si drizza.
Roccacasale è un paese che si guarda col naso all’insù, con le mura che diventano sempre più antiche man mano che lo sguardo si impenna, fino ai resti dell’antico castello, reso irraggiungibile da una sorta di muraglione moderno.

Guardando il castello dal paese di Roccacasale
Guardando il castello dal paese di Roccacasale
...e viceversa
…e viceversa

Con la macchina si arriva all’incirca a metà paese, poi si va a piedi. Tra le strade strette a perpendicolo, vecchie case vivono nuova vita: le hanno acquistate “i forestieri”, danesi, irlandesi, inglesi, attratti dalla posizione invidiabile, a 40 minuti dal mare, dagli impianti sciistici dal lago, e dal vicino scalo di Pescara.
Dopo la Toscana e l’Umbria, che sia arrivato il momento del nostro Abruzzo?WP_20160521_007
Cerchiamo la chiesa di San Michele. Per raggiungerla dobbiamo inoltrarci in un vicolo ricavato nell’arco del campanile. Alla sinistra, colpiscono di tanto in tanto inaspettate e magnifiche panoramiche sulla valle Peligna.
Il verde di una natura amica risulta violentato dal brutto ponte autostradale limitrofo al casello di Pratola, ma, se si fa la tara da questa bruttura, la visuale è magnetica.
Infine, la chiesa.
Non bella, ma paesana nel senso più verace del termine.20160521_162221
Nessuna traccia delle vestigia del passato: l’origine cinquecentesca è solo una curiosità documentaria, perché i terremoti del Settecento hanno distrutto tutto e le ricostruzioni si sono mosse tutte verso una modernizzazione che il resto del paese non ha vissuto.


E così la chiesa di San Michele è popolata di statue ad altezza naturale, senza basamenti, sgargianti nei colori, di matrice protoindustriale più che artigiana, in una parola terribilmente kitch. Di solito, varcando la soglia di una chiesa si ha l’impressione di scivolare in un periodo storico diverso, più ieratico, più patinato.

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A Roccacasale l’impressione è invertita: nell’uscire da una chiesa che serba in sè tante effigi pseudomoderne, risultano stridente il colore tenue, la semplicità delle scalinate, la sobrietà dei vicoli che danno a Roccacasale un aspetto ancora antico.

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