Incontro con Salvo Sottile

Created with Nokia Smart CamGremito come non mai, il corridoio della libreria Mondadori della Meridiana rumoreggiava dei fan di Salvo Sottile.

I più venivano ad ascoltare il brillante giornalista che ha voltato le spalle alla televisione dopo una serie di programmi di successo, Quarto grado su tutti, che avrebbero lasciato intuire una progressione di carriera che non c’è stata.

Il gran rifiuto di Salvo Sottile, sommato alla sua fama, moltiplicato per l’intelligente campagna promozionale promossa da “Volta la carta” (la benemerita associazione culturale aquilana che ha organizzato l’evento), non poteva dare altro risultato che un assembramento di curiosi tale che sono rimasti in piedi, ipnotizzati nell’ascolto, persino la senatrice Stefania Pezzopane e il suo chiacchierato compagno.Created with Nokia Smart Cam

I curiosi non sono rimasti delusi: Sottile ha donato a piene mani dettagli poco noti su cui ha lavorato a proposito dei casi più famosi. Ci ha parlato del gatto di Chiara Poggi , che, lasciato in casa dopo le ricognizioni, ha lordato di sangue ogni stanza della famosa villetta, inficiando le prove. Ci ha raccontato di Yara Gambirasio, ritrovata cadavere non dalla polizia, ma da un dilettante di modellismo, per caso.

Di esempio in esempio, il discorso si è fatto più generale. La realtà è conoscibile? Dove si annidano i particolari risolutori? Di Cruel , il suo romanzo, una storia di fantasia con elementi di grande verosimiglianza, ha parlato solo marginalmente, suscitando proprio per questo grande curiosità.

Il merito di Salvo Sottile sta proprio nell’aver trasformato in lettori i suoi telespettatori.

Nel suo discorso, era quasi tangibile la soddisfazione per aver saputo congegnare una trama d’acciaio. Come ha spiegato lui stesso, il giornalismo lo costringeva a scrivere pezzi di una ventina di righe, perché difficilmente un servizio al tg può durare più di un minuto.

La realtà ne veniva come compressa, arbitrariamente semplificata.

Valeria Valeri presenta Salvo Sottile
Valeria Valeri presenta Salvo Sottile

Un libro permette altri tempi, altri respiri, altre storie.

Può dar luce ai dettagli, nome alle ossessioni.

E dopo quattro stagioni di Quarto grado, Salvo Sottile sentiva il dolore di vivere permeargli l’animo.

Aveva fatto sue le lacrime delle vittime, le tensioni degli assassini, le ipocrisie degli avvocati: il fardello che portava nel cuore, acuito dall’apparente distacco a cui il lavoro lo chiamava, doveva in qualche modo esplodere.

Certi destini sono già nel nome: un ragazzo arguto, Sottile nel ragionamento oltre che nel cognome, che per di più deve siglarsi S.S. come le famigerate squadre naziste, non può non riflettere sul Male e sui suoi epifenomeni.

I personaggi di Cruel hanno nomi biblici perché sono archetipi delle varie tipologie di uomini. In ciascuno di loro, male e bene convivono, si limano, lottano a vicenda. La verità pare baluginare un attimo, poi si dissolve, poi torna in altro sembiante.

Il firmacopie di Salvo Sottile
Il firmacopie di Salvo Sottile

Sottile propone un’allegoria mutuata dal nonno capostazione, che al suo nipotino timidissimo ha insegnato a sognare di altri mondi, di luoghi misteriosi da raggiungere e di strade già segnate da seguire.

Il treno passa una sola volta, ci dice. Bisogna esser pronti a prenderlo senza nostalgia né battute d’arresto.

Indietro non si torna, mai.

E mentre lo dice, serio, con una gravità che non ci si aspetta da un quarantenne di oggi, si intuisce che sta parlando del libro, ma sta pensando a sé.

Precedente Cruel di Salvo Sottile (12/ 2015) Successivo La braceria La pecora nera di L'Aquila