La basilica di Santa Maria Maggiore di Tuscania (VT)

WP_20160103_027La Basilica di Santa Maria Maggiore di Tuscania ha la facciata rivolta sulla strada provinciale.
Il viaggiatore che guida tranquillo, magari pensando ad altre mete, non può che trasalire e svoltare il più velocemente possibile per ammirare da vicino tanta perfezione.
Ci successe così la prima volta che passammo lì davanti e ci è successo di nuovo ieri, 3 gennaio 2016, mentre cercavamo, invano, le famose necropoli di Tuscania sperse nella campagna, indistinguibili alla vista, morte di nuovo per l’incuria di chi amministra con tanta sciatteria un patrimonio unico al mondo.
Santa Maria Maggiore, dunque, è stato il nostro premio di consolazione.WP_20160103_019

Il san Paolo e più ancora il san Pietro medievale schiacciato sulle lunette con le sue chiavi mi sembranoWP_20160103_015 di insuperabile bellezza. E’ una questione di colori: io impazzisco letteralmente per le policromie e il contrasto fra il bianco e il marrone che anima il rosone e i marmi del portale mi manda in sollucchero.
Infatti i miei, pur apprezzando la vetusta bellezza della Basilica di Santa Maria Maggiore di Tuscania, non la ritengono prodigiosa come sembra a me.
Nell’interno ben restaurato dopo il terremoto del 1971 fan bella mostra di sè molti affreschi di mani ed epoche diverse.WP_20160103_022
Io vado pazza per “Il Cacone”.
La fantasia popolare ha chiamato così l’affresco, nelle intenzioni assai minaccioso, scolpito da una mano medievale ben prima che Michelangelo raggiungesse la perfezione nel Giudizio Universale della Cappella Sistina,
Anche qui si ipotizza la fine del mondo. Dio padre, al centro del medaglione, divide i buoni, schierati placidamente alla sua destra, dai cattivi, relegati in un dinamico inferno dipinto su sfondo rosso come le fiamme che consumano le anime di quei dannati, spinti in basso da improbabili angeli muniti di forcone.WP_20160103_018
Al centro della tela, un mostro terribile agguanta i cattivi per divorarli e li defeca senza grande sforzo.
Per il resto, una sensazione di dèja vu mi assale. Solo quando vedo fra gli affreschi un san Cristoforo gigante comincio ad elucubrare scene di fanta-archeologia: l’artista che ha affrescato Santa Maria Maggiore di Tuscania deve essere passato in Abruzzo perché, nell’iconografia e nella tematica, i rimandi all’Oratorio di San Pellegrino non possono essere casuali.
Questo spiegherebbe anche il fonte battesimale e il pulpito finemente scolpiti che richiamano l’arte di lavorazione della pietra ammirabile sempre a Bominaco, nell’omonima basilica di Santa Maria Maggiore.

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