Il ristorante “La scalinatella” a Salerno

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Quando fame chiama, ogni altra valutazione scema.

Abbiamo scelto La scalinatella perché, fra i ristoranti salernitani, è il più vicino alla stazione centrale. Con tasso di probabilità pari a zero, fra gli avventori spicca un dottore dell’ospedale di L’Aquila, anche lui in attesa delle Luci d’Artista. Fare ricerca sul volto di un ricercatore è un paradosso attraente: sul suo volto abbiamo fotografato il sorriso lieve di cortesia (rispondendo al saluto di presunti sconosciuti), quello caldo dell’amicizia (identificando, con un secondo di ritardo, l’amico Gianfranco), quello confuso della sorpresa. WP_20141227_003

La scalinatella non è per lui una scelta casuale: il cognato, che vive a Salerno, l’ha caldamente consigliato per il rapporto qualità-prezzo. Andiamo volentieri a verificarlo, bendisposti anche perché alle 15.30 la massima pretesa possibile è trovare un tavolo libero e un cuoco disposto a cucinare per noi.

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Salumi e formaggi di Bracigliano

C’è posto solo fuori: rispetto ai rigori climatici aquilani, la temperatura campana ci sembra inizialmente piacevole; dopo cinque minuti, semiassiderati, invochiamo di spostarci nella sala interna, che nel frattempo si va svuotando. Veniamo accontentati con un sorriso e traslochiamo pane, vino, acqua e coperto in altra sistemazione.

Arriva l’antipasto, una vera sorpresa. C’è un piatto di salumi e formaggi all’italiana, con le specialità di Bracigliano (un borgo salernitano di schietta tradizione gastronomica), tra cui apprezzo particolarmente un formaggio morbido affumicato che è davvero buonissimo. Quando chiedo notizie sull’ottimo cacio, nella speranza di poterne acquistare un po’, non solo ottengo tutte le spiegazioni che vorrei, ma mi viene offerto un bis. Non accetto solo perché nel frattempo il tavolo si è riempito di delizie calde: frittelle con alghe, pane biscottato con broccoli, verza e patate. Facciamo largamente onore alla cuoca.

Frittelle con alghe
Frittelle con alghe
Pane e broccoli
Pane e broccoli
Verza e patate
Verza e patate

Se il pranzo finisse qui, potrei scrivere una recensione a cinque stelle; invece, il primo e il secondo non sono all’altezza del fantastico esordio. C’è un motivo, immagino: la pasta e fagioli con cozze prevista nel menu è stata cucinata di mattina ed è davvero tardi quando comincio a mangiarla io. Per questo, è stata riscaldata un po’ sommariamente al forno al microonde: tra bocconi tiepidi e altri bollenti non posso, però, non notare la qualità dei fagioli polverizzati nel sughetto e soprattutto delle ottime, grandi cozze che avrebbero meritato altra cottura

Pasta, fagioli e cozze
Pasta, fagioli e cozze
Cortecce con porcini e salsiccia
Cortecce con porcini e salsiccia

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Le cortecce (una sorta di trofie) con porcini e salsiccia di Marco presentano in parte lo stesso problema, superato, però, dalla bontà del condimento, soprattutto per i funghi deliziosi.

Le porzioni sono decisamente generose, per cui, quando si dimenticano di portare il fritto misto di pesce a mio marito, stiamo zitti e ci facciamo bastare il mio enorme piattone. Passeggiando per Salerno, scoprirò che qui va di moda ‘o cuopp’, un cartoccio da asporto pieno zeppo di frittura di pesce. Ne abbiamo avuto un assaggio “nobile” al ristorante.

Tagliata con rucola, scaglie e pomodorini
Tagliata con rucola, scaglie e pomodorini
Frittura di pesce
Frittura di pesce

La carne, qui, costa più del pesce. Ce ne sarà un motivo: Gianfranco loda parecchio la sua tagliata con rucola, scaglie di grana e pomodorino, che in effetti ha un aspetto molto più invitante della nostra fritturina, non unta, per fortuna, ma neppure saporita.

Soddisfatto lo stomaco, restiamo a curiosare sulle differenze fra questa ristorazione e la nostra.

Le formule, soprattutto, ci paiono buffe: “sbarazzare” per sparecchiare, “trattenere” per pagare, “siete pieni?” per “vi siete saziati?”. Poi ricordo le risate di un amico romano che, da noi, chiese un idraulico e si vide arrivare ‘u tubbist e mi rendo conto che tutto il mondo è paese e che l’unità linguistica in Italia è ancora in là da venire.

Il cameriere, che, tra l’altro, ci ha servito con giubbino e sciarpa, pronto per andare via anche nel prendere l’ordinazione, ci ha trattenuto 45 euro. Non male per tre antipasti, tre primi, tre secondi, acqua e vino in quantità.

...e ombre
…e ombre
Luci...
Luci…

Risalendo la scalinatella che dà nome al locale e che lega il bel corso a un vicoletto dal sapore partenopeo, lasciamo sulla sinistra un accumulo di immondizia che finora avevamo visto solo in televisione per reinserirci nel flusso turistico che, fra luminarie e belle vetrine, va incontro alla Salerno del futuro.

 

AMBIENTE: 6/10

CORTESIA: 8/10

QUALITA’ DEL CIBO: 7/10

GENEROSITA’ NELLE PORZIONI: 8/10

RAPPORTO QUALITA’- PREZZO: 8/ 10

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