Solomeo, il sogno umanistico di Brunello Cucinelli (PG)

WP_20151115_023Solomeo non tiene fede al suo nome.

Non è “solo mio”, non è intriso di quella logica privatistica che ha avvelenato l’Occidente; è concepito, al contrario, come una grande casa all’aperto, in cui gli spazi abitativi sono condivisi secondo il discrimine unico della bellezza, intesa in senso etico oltre che estetico.

Nelle belle piazze, strutturate come anfiteatri naturali, si trovano vezzosi tavolinetti rotondi, di quelli che, sapientemente posizionati all’esterno verso un panorama ammaliante, fanno spesso la fortuna dei bar all’avanguardia. Ma non ci sono barman ad esigere il conto.WP_20151115_015

C’è invece l’acqua fresca della fontana a dissetarci, ci sono le piante aromatiche a stuzzicare l’olfatto, ci sono ancora le tracce del grande braciere in cui proprio ieri si sono cotte le caldarroste, c’è un vero forno a legna mimetizzato su una parete, c’è, incredibile a dirsi, un bagno pubblico più pulito e accogliente di molti bagni privati.

Ogni casa, ristrutturata con attenzione e allietata con fiori di ogni colore, è contraddistinta dall’aforisma di un filosofo che inneggiò all’humanitas. E la scuola di arti e mestieri che occupa un intero caseggiato mi riporta alla mente le discipline del Trivio e del Quadrivio che resero grande Firenze nel Medioevo.WP_20151115_021

Nel silenzio postprandiale, ci raggiunge l’eco delle risate di un gruppo di giovani che ha organizzato un banchetto negli ampi locali pubblici adibiti allo scopo. Ci avviciniamo e troviamo nei loro sguardi leali la conferma a quel che avevamo letto increduli a La casa di Federica: Solomeo è rinata per mano di un imprenditore illuminato, Brunello Cucinelli, che ha fatto suo un motto kantiano che fino a quel momento mi era sembrato lettera morta: “ Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di un altro, sempre come nobile fine, mai come semplice mezzo”.

Inevitabilmente abbiamo parlato di lui.

Nessuno lo considera con la gratitudine mista a invidia che di solito si rivolge a un benefattore. Brunello Cucinelli è uno di loro, che un giorno ha avuto un lampo di genio e ha inventato il cachemire colorato; è il marito di Federica, abita in quella bella villa lassù, da sempre di proprietà della famiglia della moglie, e lavora con loro, con loro ogni giorno crea il cachemire che tutto il mondo ci invidia e che in paese è venduto a prezzi dimezzati.WP_20151115_006

Mentre quei ragazzi ci parlano, mostrandoci le migliorie recenti (il teatro, il campo di calcio) e vagheggiando di progetti futuri (un vigneto da inaugurare il prossimo anno, ad esempio), vedo brillare i loro occhi di speranza e fiducia, le stesse che da troppi anni ho cercato invano nel resto d’Italia.

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook.

Qui trovi tutti i luoghi di cui ho parlato su Bennyland

Precedente Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva (51/2015) Successivo Oliamo. Frantoi aperti a Passignano sul Trasimeno