Il Parco Naturale della Sponga a Canistro (AQ)

Non è vero che tutte le acque si assomigliano.
Ce n’è una che, per purezza di composizione e freschezza di sapore, non teme confronti: nasce sulle montagne di Canistro nel Parco Naturale della Sponga.
Non la conoscete?
Eppure ha conquistato le scansie di ogni supermercato con il nome del brand: acqua Santa Croce.
E se per complesse mene imprenditoriali e lungaggini burocratiche il suo imbottigliamento è da qualche tempo sospeso, sorseggiarla fresca di fonte è ancora possibile

Il laghetto della Sponga

Il Parco Naturale della Sponga non è solo un posto salubre.
E’ anche e soprattutto un paradiso in terra, magnificamente amministrato da due anziani gestori che, in cambio di un euro di obolo, ti regalano una giornata di vera goduria.
L’afa è bloccata dalle fronde, la canicola si dissolve allo scrosciare delle acque. I sensi, finalmente vigili, si lasciano coinvolgere in un gioco di rimandi, di ammiccamenti, di pura bellezza.
Senti l’acqua anche senza vederla, fin nel tragitto che si inerpica sui monti. Di tanto in tanto qualche cascata biancheggia fra le fronde quasi ad anticipare la suggestività della meta.
Tra il parcheggio e il parco, solo pochi passi in salita.
Dopo la prima curva, il terreno ripiana in un laghetto terso e suggestivo, popolato dalle anatre e frequentato dagli uccellini; lo perimetrano comode panchine.
Al di là verdeggia fra piante di avellano una vasta area picnic fatta di prati curati e barbecue, panche, amache, giochi per i bambini.
Ci si accomoda con la ferma convinzione che nessuno spostamento sia ormai necessario, che ci si trovi al centro della meraviglia e che la contemplazione sia l’unica azione possibile.
Marco ha raggiunto la cascata e ha riempito le due bottiglie che avevamo portato con noi da casa.
Sorseggiare, ammirare, sussurrare: sarebbero stati verbi da mantenere all’infinito.
Invece la voglia di avventura ci ha sospinto un po’ più su, dove le acque neonate dello Sponga scrosciano fra cascate gemelle, piccole penisole che si incuneano fra ruscelletti, tavolinetti ben posizionati, persino una Madonnina fra le acque.
Abbiamo lasciato sul tavolo le nostre bottiglie.
NO c’è sembrata incuria.
Eravamo lì, saremmo tornati subito.
Ma i fantastici gestori non leggono nel pensiero e non hanno permesso a quella plastica di imbrattare un luogo magico neppure per dieci minuti.
Un cestino dell’immondizia è stato la loro tomba ingloriosa.
Non abbiamo così riportato a L’Aquila acqua, ma emozioni legate ad un posto inaspettatamente intenso.
Canistro non è lontana: al Parco Naturale della Sponga dovremo e potremo tornare ogni volta che sarà necessario lenire lo stress e purificare il pensiero.

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