Stupore e tremori di Amelie Nothomb (18/1001)

Con stupore e tremori i giapponesi osservavano l’imperatore.
Con stupore e tremori i lettori si avvicinano alle storie cerebrali di Amélie Nothomb, certi che nella prosa sulfurea di questa autrice ci sarà qualche concetto che striderà con le loro convinzioni ancestrali e le limerà.
Di Amélie Nothomb ho letto proprio ogni libro e sono convinta anch’io che le spetti almeno un posto nella lista dei 1001 libri irrinunciabili.
Concordo anche nel considerare Stupore e tremori la vetta della sua altissima narrazione, a parimerito almeno con Antichrista e con La metafisica dei tubi.
In Stupore e tremori, Amelie Nothomb spiega agli increduli occidentali l’etica stakanovista del lavoro in Giappone attraverso la sua parabola decrescente da assistente a guardiana dei bagni.
Alla base c’è un suo rapporto conflittuale con la ragioneria (” A partire da un certo numero di zeri, gli importi uscivano dal regno dei numeri per entrare in quello dell’arte astratta“), oltre ad un’indipendenza di azione totalmente inconcepibile in ambito nipponico.

Le conseguenze però, farebbero trasecolare il più tiepido dei nostri sindacalisti: “Credevo di sapere cosa fosse una strapazzata. Quel che subii mi illuminò sulla mia ignoranza. io e il signor Tenshi fummo travolti da urla insensate.
Ancora mi chiedo cosa fosse peggio: se la sostanza o la forma.
La sostanza era incredibilmente insultante: io e il mio compagno di sventura fummo apostrofati in tutti i modi possibili: eravamo traditori, nullità, serpenti, furbi e , massimo dell’ingiuria, individualisti.
La forma gettava luce su numerosi aspetti della storia nipponica. Per fermare quegli strilli odiosi, sarei stata capace delle cose peggiori: invadere la Manciuria, perseguitare migliaia di cinesi, suicidarmi nel nome dell’Imperatore, lanciare il mio aereo su una corazzata americana forse perfino lavorare per due compagnie Yumimoto”.
Citare la Nothomb è sempre problematico: le parole fluiscono così esatte nella loro armoniosa perfezione che la tentazione di trascrivere intere pagine è irresistibile.
Se leggerete Stupori e tremori non potrete più fare a meno di Amélie Nothomb.

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