Termoli (CB)

Termoli sembra finta.
Nel notare la perfezione di questo lembo di terra che ha vinto sul mare, tutto fortificato in contrasto con la bellezza nuda del litorale, il primo pensiero, in questo mondo di photoshop e celluloide, contempla l’impostura.
Se non fosse per qualche stabilimento che taglia incongruamente la linea dell’orizzonte, infatti, la cittadella con le sue mura imponenti si svelerebbe a chi viene da Nord come una parentesi aliena fra terra e mare.
Figuriamoci come ne furono attratti in passato navigatori e predoni!

La cinta muraria fu necessaria difesa contro i pericoli che giungevano dal mare e ancora oggi divide nettamente la Termoli chiassosa dei bagnanti e dei turisti dalla cittadina autentica, tutta vicoli spazzati dal vento e silenzi.
Appena fuori, c’è il delirio.
Anche in un periodo di bassissima stagione come marzo, il traffico nella città contemporanea, retroesposta rispetto alle mura, è problematico e la ricerca di un parcheggio diventa frustrante.
Meglio lasciare la macchina al porto, adesso che è possibile, adesso che gli imbarchi per le Isole Tremiti non richiamano ancora quel turismo di passaggio che a Termoli arriva e da Termoli parte senza passare per la città vecchia.
Basterà dirigersi verso una futuristica, enorme scala a chiocciola per trovarsi facilmente di fronte alla torre simbolo della città.
Nel Belvedere dei Poeti, infatti, fa bella mostra di sè, enorme e ben conservata, una torre saracena che, con quelle di Petacciato e Montenero, triangolava e controllava il territorio.
Il contrasto fra quella possanza e l’apparente precarietà del trabocco sottostante, contiguo nell’illusione prospettiva, ispira più di una riflessione sul senso dell’esistenza.
Per ributtarsi nella contemporaneità basta ruotare di 180 gradi: la città turistica, tutta ristorantini e negozietti, è lì, rassicurante, ad aspettarti.

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