Il ristorante Tigella Bella a L’Aquila

WP_20150422_002Tigella bella: un nome tintinnante, ammiccante, semplice da ricordare.

Questo franchising che ha sedi in mezza Italia è, da marzo, presente anche a L’Aquila.

Stasera siamo andati a sperimentare.

Il locale invoglia fin dall’ingresso: pareti a vetro, illuminazione forte, sala a vista, insegna macroscopica. Trasmette, diciamocelo, quell’idea di gioventù che provoca un friccico ner core e predispone all’allegria.

WP_20150422_001I giovani gestori ci sanno fare: sorrisi aperti, battute discrete, viva cordialità.

Le tigelle
Le tigelle

Qui si mangiano solo tigelle e gnocchi fritti. Certo, è possibile in antipasto una bruschetta, una patatina, qualche altro ortaggio impanato e fritto, ma non c’è nulla di cucinato.

Del resto, siamo giovani, noi, ci piace arrangiarci!

Abbiamo optato per il menu base, che ha il nome del locale, e che consta di tigelle e gnocchi fritti teoricamente senza fine (nei fatti il servizio è un po’ lento: ogni mezz’ora ci hanno presentato due gnocchi fritti a testa, volatilizzatesi in un attimo) e affettati di qualità base (ossia da discount).

Created with Nokia Smart CamColpa nostra: bastava investire pochi euro in più e avremmo avuto un menu più prelibato, con salumi per definizione migliori.

Del resto, siamo giovani, noi, ci piace risparmiare!

Il vero tocco di classe, la novità che mi spinge a pronosticare un gran successo di questo locale fra gli studenti, è contenuto in una tavolozza che sarebbe piaciuta a Matisse. All’interno sono inseriti 12 piccoli contenitori, in ciascuno dei quali fa bella mostra di sé una salsina particolare. Al centro, tantissimi cucchiaini per permettere l’assaggio. Vi ricorda i raid al frigorifero o al vasetto di Nutella di quando eravamo piccoli?

Del resto, siamo giovani, noi, ci piace ancora mangiare così, a cucchiaiate!

Ecco, è tutto sul tavolo. Le tigelle sembreranno anche pane azzimo, ma sono così carine, tonde e dorate come piccoli dischi volanti che si mangiano piacevolmente. E, se gli affettati non sono il massimo, ci pensano le salse a rendere piccante la serata. In ordine di gradimento, per il salato non bisogna perdersi lo squacquerone, il formaggio alle erbe, il gorgonzola, la boscaiola (a base di maionese), il lardo, la crema di carciofi, quella di olive, il pomodoro piccante.

Il vassoio delle meraviglie
Il vassoio delle meraviglie

La complicità al tavolo è massima: è tutto un”prova questo!” e “lasciami quello!”, i cucchiaini volano di piatto in piatto, in qualche caso ci imbocchiamo vicendevolmente.

Del resto, siamo giovani, noi, il cibo è preludio all’amore.

Quando un menu è completo, il dolce non può mancare. Quattro sapori per noi: confettura alla fragola, crema spalmabile bianca, Nutella e scaglie di cocco. Quanto stiano bene sullo gnocco fritto (le tigelle sono finite da un pezzo) è opinabile, ma ormai c’è un tal subbuglio nello stomaco che un abbinamento azzardato in più non fa differenza.

Ne gradite un po'?
Ne gradite un po’?

“Siete felici?” ci chiede il gestore alla cassa.

“Certo” rispondiamo convinti, anche perché il prezzo è giovane come l’ambiente (25 euro complessivi, sconticino compreso).

“Allora avete diritto alla tessera Cliente felice che vi omaggerà di una cena gratuita ogni quattro a pagamento!”.

È fatta, penso tra me e me, ormai perfettamente fidelizzata: ne mancano solo tre!

Torno a casa radiosa.

Che ci faccio ancora in piedi a notte fonda?

Lo stomaco, lui no, non è giovane per niente.

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