Martina Franca (TA)

Martina Franca è una città elegante.
La vera eleganza non si presta ad elenchi, non si parcellizza, non dà adito a distinzioni ma si ottiene ad uno sguardo complessivo, nel seducente insieme.
E nel centro storico armonioso e piacevole non c’è alcun dettaglio invadente a risaltare o oscurare gli altri
Martina Franca non è donna solo nel nome.
La sua bellezza non è data dal singolo monumento, ma dalle curve descritte dalle case per accompagnare le vie, dal guizzo ammiccante di una facciata, dalla sinuosità di un porticato, dalla luminosità di un androne.

La luce è il suo maquillage.
IN questa città barocca, tutta bianca, il sole si riflette sull’acciottolato, rimbalza sulle facciate, si moltiplica dall’uno all’altro isolato e abbaglia immancabilmente il turista.
Martina Franca è seducente.
Ha sempre una malia con cui avvincerti e trattenerti a sè.
Ne sa qualcosa Marco, che, nel viluppo di quelle strade, ha dimenticato moglie e suocera sulla panchina della grande piazza antistante la porta principale ed è tornato dopo un tempo eterno dalla passeggiata esplorativa che si era concesso, tanto per rendersi conto se valesse la pena visitare la città.
“Valere la pena” è riduttivo: una visita a Martina Franca è imprescindibile.
C’è la chiesa di San Martino che da sola vale la sosta: una facciata che sfida la forza di gravità, resa leggiadra dai singoli particolare che danno identità ad ogni statua, un interno marmoreo, armoniose cappelle.
Ci sono strade strette che si incuneano fra le mura altissime dei palazzi, portali sontuosi, monofore e bifore un po’ ovunque, fontane, piazzette, negozi colorati e ben forniti.
In questa vivacità culturale e commerciale è facile perdere la cognizione di tempo e spazio.
Ripartire è uno strappo da ricucire al più presto.

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