100 Montaditos a L’Aquila

WP_20151211_020Non tornerò mai più a 100 Montaditos, paninoteca spagnoleggiante in franchising che da poco più di un mese ha trovato sede anche a L’Aquila, tra le crepe e le macerie del centro.
Non ci tornerò per almeno una decina di ottime ragioni, che potrebbero riassumersi nella serena consapevolezza di non aver più l’età (e per fortuna!).
Non ho l’età per accontentarmi di soli panini, anche se piccoli, fragranti e sfiziosi come i Montaditos proposti nel ricco menu da cento proposte (a onor del vero riconducibili a non più di quindici elementi base, di sapore omogeneo).

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Non ho l’età per sedere in sgabelletti che sarebbero piaciuti ai nani di Biancaneve, stretti in tavolinetti accalcati fra loro come se fossimo al centro di Calcutta o esposti al freddo intenso dell’esterno, che non era certo filtrato da una porta d’ingresso che si apriva in continuazione per permettere l’accesso a nutriti gruppi di universitari, evidentemente muniti di coda tramite mutazione genetica perché sistematicamente insensibili al cortese rito della chiusura delle porte aperte.WP_20151211_018
Non ho l’età per sottostare a file chilometriche verso la cassa per consegnare una comanda o per richiedere una nuova bevanda.
Non ho l’età per trovare divertente il tormentone che arriva dai microfoni della cucina “Por favor, Maria, por favor; por favor, Pasqualina, por favor; por favor, Giulietto, por favor”, salmodiato come litania senza alcuna interruzione per tutto il tempo della nostra permanenza.
Non ho l’età per trovar piacevole o originale il servirmi da sola, per di più previa continua esibizione dello scontrino, anche quando sto a cena fuori.
Non ho l’età, soprattutto, per digerire agevolmente cibo da fast food, insaporito da salse molto grasse o molto speziate.WP_20151211_014

Avrei l’età per apprezzare le fotografie in bianco e nero incorniciate alle pareti, che rimandano a mondi esotici e sconosciuti, elettivamente raggiungibili solo cibandosi dello stesso cibo.WP_20151211_019
WP_20151211_015E avrei l’età anche per pagare le 18 euro di conto senza colpi al cuore, salvo rendermi conto, poi, che con la stessa cifra avrei potuto godermi un ricco antipasto di pesce e non sei/sette paninetti lunghi un dito e larghi mezzo e una spadellata di patatine e pancetta rese omogenee da una salsa che trasudava calorie a un metro di distanza.

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