Incontro con Carmela Scotti

Avete mai visto un autore stupirsi della forza del proprio romanzo?
Ascoltarne il reading con espressione concentrata e rabbrividire della passione intensa che emerge dalle sue stesse parole?
A me è successo ieri, alla Libreria Mondadori di Roberto Maccarrone, durante il reading su L’imperfetta di Carmela Scotti.
Osservando l’intensità dello sguardo dell’autrice, mi sono accorta che L’imperfetta si è scritta da sola.
Carmela Scotti ci ha messo se stessa, il dolore travolgente per la morte di suo padre, la sindrome d’abbandono che ne è scaturita; L’imperfetta ha preso forma fra le sue dita per sublimare quell’assenza.

Andrea Petricca, Stefano Carnicelli, Carmela Scotti e Barbara Bologna

Catena, la protagonista, è così percepita come creatura autonoma, dalle cui scelte Carmela Scotti prende talvolta le distanze.
Ho avuto, netta, la sensazione di un dissidio: Carmela Scotti ha saputo esorcizzare il suo dolore tramite la lettura, la scrittura, la vita stessa che ferisce e lenisce, ed oggi è una persona diversa da quella che scrisse il libro.
Lo è anche fisicamente.
Impossibile ritrovare nella foto sulla terza di copertina la giovane e volitiva donna che ho incontrato ieri, con i suoi capelli corti, la nuance chiara, il pavone che fa la ruota in tutta la magnificenza dei suoi colori nel cappotto.
Il nuovo romanzo, di imminente uscita, riflette questa nuova fase della sua vita: più personaggi, più attualità, più luce. Chi scrive dopo aver tanto letto, e Carmela Scotti è una convinta sostenitrice del potere salvifico della lettura, sa spaziare fra generi e tempi diversi.
A Benedetta, che sia un buon viaggio in compagnia di Catena” è scritto nella dedica.
Non vedo l’ora di iniziarlo, questo viaggio in un mondo ancestrale, la Palermo di fine Ottocento, superstiziosa e violenta, che soffoca con il suo coro tragico l’esistenza “imperfetta” della protagonista.

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L’accompagnamento musicale di Andrea Petricca

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