Castel di Tora (RI)

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Panorama dalla chiesa di San Rocco a Castel di Tora

Castel di Tora domina il lago Turano e ne è dominato.

Il rapporto fra acqua e paese è biunivoco: se è vero che dall’alto della collina lo sguardo si espande fino ai confini fra terra e lago, non è errato sostenere che la bellezza dei belvedere schiaccia nel ricordo ogni altra caratteristica del paese.

Scorrendo le foto scattate a ricordo di questo solstizio d’inverno, mi accorgo che, in un modo o nell’altro, è il lago a trionfare: in ogni scatto la percentuale di azzurro supera il grigio e il fascino di un pergolato, l’armonia di un comignolo, la pendenza di una scalinata sono delineati e ingentiliti dallo specchio d’acqua sottostante.Created with Nokia Smart Cam

Ciò in un certo senso snatura il paese, ben più antico del Turano che lo monopolizza oggi e che fu artificialmente creato negli anni Trenta del secolo scorso allagando quella che nei secoli era stata una verdeggiante pianura.

Rispetto agli altri Borghi più belli d’Italia, Castel di Tora è meno curato ed esibisce un fascino ancora quasi selvaggio. La roccia su cui sono scavate le abitazioni ruba spazio al mattone e spesso balconi fioriti si aprono su pareti naturali. Visto dalla base, il castello stesso, chiuso da e a tempo indeterminato, sembra un tutt’uno con la montagna su cui si erge.

La chiesetta di San Rocco a Castel di Tora
La chiesetta di San Rocco a Castel di Tora

Sebbene un ampio parcheggio all’ingresso del paese invogli ad addentrarsi a piedi nelle volute della via principale, da cui si dipartono, anarchici, vicoli suggestivi in cui selci e scalini convivono senza regole, le automobili autorizzate a invadere il borgo sono numerose e stonano come anacronismi in anfratti tipicamente medievali (sempre che non sia l’invidia a dar voce a questa critica: vedermi superata da SUV di tutti i tipi mentre ansimavo in salita fra i tornanti del paese non ha giovato alla mia bonomia).

La fontana del tritone a Castel di Tora. Sullo sfondo il lago Turano
La fontana del tritone a Castel di Tora. Sullo sfondo il lago Turano

Per raggiungere il luogo più incantato di Castel di Tora, però, c’è bisogno dell’automobile: bisogna scendere alla base della collina, imboccare il ponte che collega alla sponda opposta e qui, sulla sinistra, fermarsi vicino alla minuscola chiesa di San Rocco.

Da lì, con mirabile colpo d’occhio, si vedrà una panoramica insolita del paese, il colle su cui sorge il borgo medievale di Antuni, raggiungibile solo a piedi e quindi, in totale mancanza di allenamento, a me precluso, e spuntoni di roccia emergenti fra le acque.

Sul sentiero, per chi ne capisce, funghi a volontà.

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