Guardia Perticara (PZ)

Guardia Perticara si erge, sentinella della valle del torrente Sauro, a oltre settecento metri di altezza.
Se la salita per raggiungerla è una bella strada panoramica in cui lo sguardo si innalza verso un orizzonte progressivamente più vasto, la discesa per uscire, stando almeno alle indicazioni del navigatore satellitare, ha diversi punti di contatto con le montagne russe.
Di Guardia Perticara non mi hanno colpito solo le case fatte in pietra che le sono valse il prestigioso titolo di uno dei borghi più belli d’Italia.

Nell’insieme, trasmettono l’idea di un paese interrotto, in fieri, in eterna costruzione, nonostante la cura per i dettagli e l’armonia di tanti cortili-salotto dimostrino come la scelta di mantenere la pietra a faccia vista fu mossa esclusivamente da motivi estetici.
Guardia Perticara è così un borgo a una sola cifra stilistica: monocolore, eppure vario per l’utilizzo saggio e fantasioso di arcate e scalinate che canalizzano il vento e vivacizzano la solidità della pietra.
L’ingresso al centro storico è quanto mai suggestivo: un fontanile, un muro di case, uno svelto arco d’ingresso.
Al di là un tappeto di sampietrini rossi al centro del corso in salita si fa red carpet per il visitatore, accolto, a Guardia Perticara, con bonomia e curiosità.
L’elemento chiave di Guardia Perticara sono però i suoi abitanti.
La fiducia della popolazione è di quelle che fanno sognare un mondo diverso.
Nel nostro peregrinare abbiamo notato più di una chiave nella toppa, più di una porta serenamente aperta, nonostante fosse giorno di sagra.
Guardia Perticara è nota infatti per una tecnica particolare di ammasso della pizza, che prevede l’immissione dei condimenti all’interno dell’impasto: la salsiccia, il pomodoro, l’onnipresente peperone crusco, stretti nell’abbraccio avvolgente della pasta, diventano così parte integrante della strazzatella.

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