Guida astrologica per cuori infranti di Silvia Zucca (28/2015)

ZuccaGuida astrologica per cuori infranti di Silvia Zucca è nelle borse di paglia di molte italiane, fra creme doposole e costumi di ricambio.

Per l’editore Nord è stato un gol a porta vuota offrirci d’estate questo cocktail dagli ingredienti numerosi e ben shakerati: narrazione spigliata, battute fulminanti, sentimenti sinceri, quel tanto di sfortuna che rende simpatica la protagonista nonostante i suoi successi lavorativi e personali, un pizzico di romanticismo.

Si sorseggia bene nelle giornate estive, ma ha un retrogusto insolito che ne garantisce il ricordo.

Ci attacca al cuore polvere di stelle.

Già, le stelle, che parrebbero decidere il nostro futuro come copioni prescritti di una sceneggiatura di cui ignoriamo il finale.

Già, le stelle, che esasperano i difetti maschili e li rendono intollerabili.

Silvia Zucca ne ha per ciascun segno.

Disseminati fra i capitoli, che parafrasano in chiave zodiacale i titoli dei film più famosi, ci sono dei sapidi ritratti astrologici in cui è impossibile non riconoscere i nostri cari.

Ecco ad esempio l’Ariete: Avete presente quegli uomini tutti di un pezzo, quei ruvidi cowboy che non chiedono mai, più altro per la loro incapacità di articolare frasi grammaticalmente complesse?

L’oroscopo, dunque, non mente. O no?

Alice Bassi, la protagonista, minimalista già nel nome, priva di autostima ma ferratissima nell’autocompiacimento, è alla ricerca della stabilità sentimentale, ma l’amore è un tornado incoercibile e non pianificabile. Ne è ben consapevole anche lei: purtroppo, scrive, nella battaglia ormoni contro neurone non c’è partita.

I suoi uomini (che non sono pochi) la fanno disperare.

La consolano gli amici: Paola, una preziosa cancerina che le fa da crocerossina, e Tio, il maniaco dello zodiaco, che la condiziona con i suoi quadri astrali.

La redime la sua ironia. Ecco ad esempio ciò che riserva a Carlo, un ex egoista e immaturo, e al suo repertorio di bugie e indecisione: La battuta la so, ed è lì, pronta per me dal lontano 1939. Lo guardo in quei suoi occhi pieni di rabbia e mi mordo le labbra, vacillando solo per un attimo, ma poi lo dico: “francamente, me ne infischio”.

A prescindere dal segno, dovremmo imparare a sillabarlo un po’ tutte.

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