Il ristorante Il Maggese a Teramo

Il Maggese di Teramo è stato lo scenario di una serata per me molto emozionante.
La mia attenzione era tutta per le mie amiche; che cosa avremmo mangiato mi era assolutamente indifferente.
Ho preso qualcosa con il sugo da una ciotolina, così per aprire il pasto, e sono trasecolata: un sapore nuovo, intenso, insieme dolce e salato, una consistenza morbida eppure concreta.
Così ho assaggiato la mia prima cipollata; la possibilità che un vampiro potesse gradire una zuppa d’aglio sarebbe stata superiore.

Cipollata del ristorante Il maggese di Teramo

Contemporaneamente Sandra, mia sorella d’elezione, si è ritratta anche fisicamente dalla bruschetta che aveva addentato: un trito di peperoncini amarissimi che, per lei che odia il piccante, sono veleno.
Perciò abbiamo deciso di concentrarci un po’ sul menu: sono andata in sollucchero davanti a una fetta di cacio fritto, che a L’Aquila non si usa e che, nonostante l’apparente semplicità, è difficilissimo riprodurre a casa.

Lo chef, che è venuto ad intrattenersi qualche minuto con noi, ci ha illuminato su un piccolo segreto: prima della lavorazione, la fetta di formaggio va bagnata. Vi saprò dire se questo era l’unico step che mi mancava.
Hanno concluso l’antipasto piccole porzioni di polpettine cacio e ova, sia in bianco sia, come le preferisco, con un sughetto semplice, e un po’ di trippa e fagioli dal gusto un po’ standard.
Il Maggese, però, è giustamente famoso per i suoi arrosticini, tagliati a mano e serviti con una cottura morbida che preserva ogni stilla di sapore.
Se caldi, sono divini, se freddi, come i tanti che ho mangiato alla resa delle mie amiche, mantengono comunque un loro perché.
Per dolce, consiglio il mio cremoso al pistacchio: una goduria!
Il conto ve lo consiglio un po’ meno: 63 euro in quattro per quattro degustazioni d’antipasto, 20 arrosticini, 2 dolcetti e acqua a volontà. Per essere all’interno del circolo tennis di Teramo, Il maggese non è nemmeno troppo costoso!

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Se cerchi ispirazione, ti invito a visitare anche la pagina Ristoranti e pizzerie

Precedente Le Bocche di Bonifacio (Corsica) Successivo La casa di Marlurita a Pacentro (AQ)