Il museo del peperoncino a Maierà (CS)

Il Museo del Peperoncino a Maierà è una di quelle piccole realtà che fanno grande l’Italia.
Nasce da una suggestione: la vita piccante fa bene al palato, all’amore e all’umore.
Il peperoncino qui è totemico.
Si trova dappertutto!
Qualunque oggetto è ammesso nel museo se ispirato ai “diavolilli”.

Un museo in evoluzione
L’insieme è chiassoso, colorato, allegro: trionfa il colore rosso, acquistano dignità anche oggetti minimi, in una sorta di democrazia tematica che unisce artigianato e industria, arte e vita quotidiana.
L’idea è quella di una grande collezione pubblica: il crowfounding continua incessante e tutti possono contribuire, con una salsa, con una tazzina, con un accendigas.

Diversi artisti hanno raccolto la sfida e dato prova di creatività: un presepista napoletano, ad esempio, ha sostituito agli elementi montani di sfondo alla Sacra Famiglia vette di peperoncino.
Per un altro, i capelli della Medusa non possono che fiammeggiare come tanti peperoncini.


E, avvicinando un peperoncino di Diamante a un pomodoro di Villalba, Michele Valenza ha creato un gemellaggio davvero piccante, che ricorda quanto grande sia il debito dell’eros con la spezia rossa.
Non a caso, la gran parte dei manifesti del cinema esposti al Museo del Peperoncino mostra donne avvenenti su letti di peperoncino.
E le battute dei vignettisti, a cui è dedicata un’intera parete, fanno spesso riferimento a questa diade.

Peccati di gola
E i peccati di gola?
Il Museo del Peperoncino dedica diverse sale ai vari packaging del prodotto e allestisce addirittura una tavola imbandita in cui il diavolillo la fa da padrone. Nella sala video si proiettano scene tratte dalla festa del peperoncino di Diamante, che chiude la stagione estiva e richiama turisti da tutta Italia per l’atmosfera ilare che lì si respira.

Maierà
Maierà, poi, è un borghetto da visitare, per la splendida via panoramica su Grisolia, che incombe sul paese come se ne fosse stato separato a forza, e per le istallazioni d’arte contemporanea che invadono l’intero centro.
Si va a scoprire il Museo del peperoncino e si torna con un paese intero nel cuore.

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