Il lago di bauxite ad Otranto (LE)

Il lago di Bauxite di Otranto ha colori marziani.
La terra è rosso ruggine, l’acqua verde smeraldo.
Radi sterpi incoronano un piccolo ecosistema di insolita bellezza nascosto nelle campagne prospicienti il porto di Otranto.
Non c’è neppure una strada per raggiungerlo: i cartelli indicano un punto indefinito al di là del prato ed è la sottile, ma costante transumanza dei turisti a indicare la via.
Si parcheggia a qualche centinaio di metri dalla meta e si comincia una piacevole passeggiata, in leggera pendenza, col vento che accompagna ogni passo e il mare che si svela qua e là fra le fronde degli alberi sulla costa.

Il sentiero che congiunge il lago di bauxite allo splendido mare di Otranto

In breve la flora si essicca fino a sparire e l’acciottolato bianco della mulattiera si fa più rosso.
Basta poco perché tutto intorno assuma consistenze marziane.
Il pianeta rosso lo immagino così, arido e infuocato come le terre attorno al lago di Bauxite.
Questo luogo, che parrebbe selvaggio, dimostra invece come la natura sappia certe volte medicare le ferite che l’uomo le infligge.
La cavità in cui si è formato il lago, infatti, non esisteva: è il risultato del tentativo di estrarre dal suolo la bauxite, indispensabile nella preparazione dell’alluminio e di molte sostanze abrasive e coloranti.
La bauxite di Otranto, però, era di scarsa qualità e la cava, inaugurata negli anni Sessanta, dopo neppure un ventennio fu abbandonata senza rimpianto.

Il lago di bauxite ad Otranto

Per fortuna, da una falda freatica incominciò a sgorgare acqua. La cava in disuso divenne un laghetto meraviglioso, che oggi emoziona i turisti e offre ai bagnanti più spericolati una piscina naturale incredibilmente affascinante.  La luce, quella meravigliosa luce salentina, fa la differenza.

 

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