Le Quattro Ville, ristorante tipico a Castelvecchio Calvisio (AQ)

Le quattro ville di Castelvecchio Calvisio si preannuncia all’olfatto prima ancora che alla vista.
Irretiti dall’intenso odore di brace, Marco ed io avevamo quasi pensato di disertare la prenotazione per inseguire l’invitante scia.

Con soddisfazione abbiamo scoperto che non sarebbe stato necessario. Il profumo olimpico si sprigionava infatti dalla nostra meta.
Il locale è rustico ma curato, fatto di piccole stanze arredate con originalità, con i prodotti locali che fungono da attrattiva e da merce insieme, e un simpatico terrazzo coperto che è stato lo scenario della nostra cena.

GLI ANTIPASTI


L’antipasto è stato, un po’ incongruamente, servito su pietra lavica. Ma che importa il contenente se il contenuto consta delle principali specialità della zona?
Salame aquilano, prosciutto, lonza, pecorino allo zafferano e formaggio tradizionale, zucchine e melanzane sott’olio, zuppa di farro sono stati il lasciapassare per un’esperienza gastronomica davvero particolare.
Poi io ho chiesto una polentina gratinata, piccante al punto giusto, e Marco delle ferratellee salate accompagnate da ricotta, noci e miele.

Ferratelle salate a Le quattro ville di Castelvecchio Calvisio


Le ferratelle sono un prodotto tipico della nostra zona, che prende il nome dai “ferri”, attrezzi in ferro battuto che servono a cuocere l’impasto sul camino. Non dimenticatele: torneranno ancora nella nostra cena.

I PRIMI
Apprezzata la ricotta di Marco, ho scelto come primo gli gnocchetti alla pecorara.

L’idea era di dividere ciascun primo, ma non ho avuto cuore di rinunciare al mio pasto per certe orecchiette allo zafferano, curiosamente condite di fiori di zucca e sprigionanti un retrogusto leggermente agrodolce (mistione che gode di numerosi estimatori, ma che io personalmente non amo).

LA CARNE


La grigliata ha un po’ tradito le promesse.
Non so se questo disamore sia da imputare alla sazietà o agli estenuanti miagolii dei gattini dei proprietari, che supplicavano di partecipare al banchetto. La prossima volta, nel dubbio, sceglierò una sala interna.


Piccoli pomodori di tipi e colori diversi, tagliati a metà e conditi a insalata, hanno contornato la mia salsiccia e il castrato di Marco.

ANCORA FERRATELLE


Dulcis in fundo, di nuovo le ferratelle, stavolta arrotolate e ripiene di tanta Nutella. Il mio tiramisù, fresco e molto buono, alla prima cucchiaiata ha soddisfatto di più il palato, ma alla lunga non ha potuto competere con la veracità del dolce locale.
“Verace la Nutella?”, vi chiederete.
Al ristorante Le quattro ville sanno bene che i bimbi abruzzesi di tutti i tempi sono stati coccolati così. Ogni morso è stato per me una Requiem a nonna Concetta e a zia Maria, che non mi hanno fatto mancare mai amore e ferratelle.

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