L’eremo e il lago di San Domenico a Villalago (AQ)

Lago di San Domenico a Villalago o Lago di Scanno?
Dopo “Vuoi più bene alla mamma o al papà?” è l’aut aut più frequente nella Valle Peligna.
Non ho dubbi a riguardo.



Il Lago di San Domenico visto dal ponte

Se cerco animazione, per quanta possa essercene in una regione come l’Abruzzo fortunatamente disertata dal becero turismo di massa, vado anch’io a Scanno.
Se voglio fare il pieno di bellezza e serenità, però, fermo la macchina un po’ prima, quando cioè la diga, sempre inaspettata, scandisce il passaggio fra l’orrida bellezza delle Gole del Sagittario e l’accogliente tranquillità di quel bacino di acque pulitissime che prende il nome dal Santo Eremita che protegge Villalago.

Dall’Eremo al Lago di San Domenico


San Domenico, a dirla tutta, non vide mai il lago che porta il suo nome.
Non ha neppure cento anni, infatti, questa distesa di acque che si incunea come in un fiordo fra le rocce, ricevendone un’intensità cromatica davvero rara.
IL Lago di San Domenico fu creato in tutta fretta per fornire energia alla costruenda linea ferroviaria Roma- Sulmona- Pescara.
Si pensò addirittura di sommergere la chiesetta sorta a protezione della grotta in cui aveva trovato rifugio San Domenico.

Salendo alla Grotta di San Domenico


La grotta di San Domenico


I terremoti che, con preoccupante cadenza, avevano resettato le costruzioni della zona non avevano risparmiato quel luogo di culto, privandolo dell’autorevole patina di antichità a cui per genesi e per arte avrebbe avuto diritto.

San Domenico, protettore di Villalago.


Furono gli abitanti di Villalago, che da sempre proteggono il loro Santo Protettore, a salvaguardare l’Eremo. Anche oggi, sul suggestivo ponte pedonale che collega chiesa e spiaggia alla statale, sono incisi i nomi di chi ha contribuito ad un ultimo restauro, grazie al quale il Lago e l’Eremo di San Domenico a Villalago sono fra i posti più belli d’Abruzzo.

La Spiaggia di San Domenico vista dal Belvedere


Al di là dell’Eremo c’è una spiaggetta, mai troppo affollata: la difficoltà di parcheggio, infatti, compartimenta l’afflusso. Se si trova posto, però, si sta magnificamente: con una agevole passeggiata si raggiungono le sorgenti del torrente Sega, che scivola subito, scenograficamente, nel lago, mentre sul bagnasciuga si riposano tra un tuffo e l’altro le paperelle. Le panchine da picnic restano apparecchiate a lungo: da un posto così non è facile andar via.

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