Il Santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova (TE)

WP_20150623_022Tutto splende al Santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova.WP_20150623_002

Tutto rifulge con la sfacciata brillantezza delle opere giovani, sgargianti di colore, prive di quella patina che impreziosisce e leviga il passato.

Al blu del mare, al giallo della sabbia, all’arcobaleno degli ombrelloni che dall’ampio piazzale d’accesso si rincorrono nella sottostante marina si aggiunge e si impone l’allegria dei mosaici che, dal 2002, hanno ravvivato il porticato.WP_20150623_008

Sono scene contemplate fra i misteri del Rosario, ricostruite con impudica attenzione: addirittura tra le pietruzze bianche che formano la fronte di Gesù si trovano, impazziti, tasselli rossi che ricordano la corona di spine e le ferite che lasciò.

WP_20150623_006WP_20150623_003Sembra di trovarsi a San Giovanni Rotondo, fra mosaici ugualmente scintillanti e ben più noti: questi però sono posti fuori dalla Chiesa, non disturbano la preghiera ma invitano alla riflessione.

Non piaceranno ugualmente agli amanti dell’armonia, agli estimatori dei colori pastello e del minimalismo artistico, ma hanno un senso lì, in quella città e in quella posizione.

Prima di varcare il portone d’ingresso, un avviso esorta a curare l’abbigliamento. Per la prima volta, vedo inibiti anche i vestiti troppo lussuosi o, al contrario, troppo trasandati: il decoro non è più solo funzione dei centimetri di coscia lasciati scoperti. Mi piace.

L’interno è più sobrio, anche se la statua della Madonna dello Splendore, circonfusa di luce, tiene fede al suo nome: sulle pareti, incorniciati di bianco, affreschi anch’essi recenti commemorano l’apparizione sacra che, nel 1557, comportò la costruzione della chiesa originaria, il cui nucleo è nell’edificio attiguo.

Sotto l’altare c’è una polla d’acqua miracolosa: la raggiungiamo attraverso un’ampia strada a sinistra che, proseguendo, scenderebbe con monumentale scalinata fino al lido. Mi riprometto di percorrerla, prima o poi, per ammirare le grandi statue ad altezza naturale che riproducono gli eventi della Via Crucis (la penitenza imporrebbe di percorrerla in salita, ovviamente, ma mi conosco: non ce la farei).

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Qui, a mio avviso, c’è il vero splendore: una vasca mosaicata, con la simbologia del pesce, è riempita d’acqua: a piedi scalzi, a volte ginocchioni, i fedeli la percorrono cercando grazia contro i dolori articolari. Dietro, alle spalle di un altro porticato anch’esso sfolgorante di mosaici color oro e impreziosito di bassorilievi in marmo, comodi rubinetti permettono di abbeverarsi all’acqua sacra.

Quest’angolo di beatitudine, aperto ai pedoni dalle cinque del mattino alle dieci della sera, dona una panoramica spettacolare del mare.

Belle statue esortano al silenzio e alla purezza.

E, con un brivido, si percepisce la sacralità del luogo.

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