Metti via quel cellulare di Aldo Cazzullo (29/2017)

Nonostante il titolo apodittico, Metti via quel cellulare non è un saggio apocalittico.
Assomiglia, al contrario, ai dialoghi del primo Platone: un Socrate di eccellenza, Aldo Cazzullo, si confronta con i suoi figli, Rossana e Francesco, sul tema scottante della rivoluzione digitale.
Inizialmente il fastidio del padre è tangibile: gli sembra quasi che il telefonino gli sottragga l’attenzione dei figli, chiusi in una vita parallela che non ha i suoni, i sapori e le emozioni della vita vera.
La rivoluzione digitale è il più grande rincoglionimento di massa nella storia dell’umanità” tuona Cazzullo. Rossana e Francesco rintuzzano, limano, distinguono, fanno insomma egregiamente quel che ci si aspetta da giovani colti e affezionati alla famiglia per aggiornare gli adulti, più restii ad accogliere le novità.

Il dialogo è vivace, stuzzicante, stringente: non sono riuscita a sottrarmi alla piacevole lettura fino all’ultima pagina
In Metti via quel cellulare, Aldo Cazzullo sa ben storicizzare la questione: ricorda ad esempio che Radio Radicale un tempo lasciò i microfoni aperti a disposizione degli utenti in una sorta di Facebook aurale e aurorale che, come quello effettivo, si ridusse ad una serie di improperi, complottismi e calunnie.
Il problema è serio.
Zadie Smith, opportunamente citata, sottolinea che “L’anonimato del web trasforma anche i deboli in carnefici. E’ quello che succedeva nell’antica Roma al Colosseo: una folla di persone anonime frustrate, infierisce su chi è in difficoltà. La rete sta diventando un Colosseo globale“.
Rossana e Francesco Maletto Cazzullo sono pronti a sostenere il contrario ed elencano una serie di iniziative benefiche affidate alla rete.
Qui devo dar manforte a loro, perché anch’io ho goduto della solidarietà telematica. Dopo il terremoto, fummo esiliati a Fossacesia, senza macchina e senza forza di reagire. Persone iscritte come me ad Anobii, che non conoscevo e con cui non avevo mai interagito, si organizzarono per regalarmi libri. L’arrivo del postino, ogni giorno con due o tre pacchetti, ci ha letteralmente salvato dalla depressione. Quando ho riavuto in mano un Bancomat e nell’animo un po’ di dignità, ho ricambiato il dono. Ma io ho spedito libri, loro, poco prima, ci avevano donato ossigeno.
Dov’è dunque la verità?
Io penso che, tra tesi e antitesi, fra aneddoti e riflessioni, “Metti via quel cellulare” ci vada molto vicino.

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Su Il paradiso del lettore, la videorecensione a questo e a molti altri libri.

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