Una modesta proposta di Jonathan Swift (11/1001)

una modesta propostaUna modesta proposta per evitare che i figli dei poveri siano di peso ai loro genitori e al paese e per renderli utili alla società“, formulata da Jonathan Swift nel 1729, avrebbe meritato il rogo censorio e invece me lo sono trovato nella lista dei 1001 libri da leggere prima di morire.
E preferirei morire piuttosto che mettere in pratica i folli suggerimenti applicati.
Su certi argomenti mi sento oscurantista.
Sapete qual era la “modesta proposta”? Nutrire i bambini poveri con solo latte materno fino a un anno e poi destinarli alle cucine dei ricchi.
Sì, ma…
Lo so, mi direte che è un testo provocatorio, un j’accuse alle condizioni di indigenza in cui allora versava il regno d’Irlanda o peggio un divertissement che oggi non fa ridere nessuno.

Sì, ma…
Lo so, obietterete che bisogna calare il testo nel contesto, ricordando che prima del 1760 il bambino era considerato poco più che una bestiolina, citando magari anche Sant’Agostino ( “Se lo si lasciasse libero di fare quello che vuole non c’è delitto di cui non si macchierebbe“).
Sì, ma…
E i vegani noteranno che un agnello alla brace o un maialino ben cotto non suscitano alcuna commozione, nonostante il criterio di nutrizione e distribuzione messo in campo da Swift è quello che tolleriamo e anzi lodiamo nelle filiere alimentari.
Sì, ma…
E subito il curatore dell’edizione che ho letto, Romolo Capuano, mi gela ricordando nella postfazione il traffico degli organi, che tiene in vita i malati occidentali a discapito dei bambini dei Paesi poveri.
Sì, ma…
Swift chiede provocatoriamente ai lettori: secondo voi, un mendicante che soffre di stenti e malattie agli angoli delle strade (e allora in mancanza di welfare, ce ne erano parecchi) non avrebbe preferito morire ad un anno?
Sì, ma…
Sì, ma avrei preferito continuare ad ignorare queste pagine e mi auguro che la brevità del testo e le doti affabulatorie di Jonathan Swift non siano incentivo ad altri per leggere “Una modesta proposta“, molesta, dissacratoria, ributtante arringa che da trecento anni sporca lo sguardo di chi la legge.

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4 commenti su “Una modesta proposta di Jonathan Swift (11/1001)

  1. Paolo il said:

    Ma non hai veramente capito nulla di ciò che scritto Swift, vero? O dimmi per favore che stai scrivendo una provocazione apposta! Lo sai che ciò che c’è scritto in quel testo è esattamente il contrario di ciò che hai scritto? Lo sai che con quel testo ha difeso la povera gente d’Irlanda dall’invasione dell’Inghilterra? Lo sai che è un atto d’accusa alla società che faceva morire i bambini nelle fabbrica e teneva nella povertà milioni di persone?
    Sporcare lo sguardo? Ma dobbiamo ringraziare Johnathan Swift che ha pagato con la distruzione della vita il proprio coraggio

    • Benedetta Colella il said:

      Caro amico, capire non significa necessariamente approvare.
      Una modesta proposta sta alla società dell’epoca come la famigerata lasagna di terremotati di Charlie Hebdo alla nostra: è una denuncia sociale coraggiosa, ma, secondo me, di pessimo gusto. Tu la pensi diversamente? Ti ringrazio di aver condiviso le tue impressioni. Certo, se avessi usato un tono meno saccente e aggressivo, mi saresti piaciuto di più.

  2. Alice il said:

    Mi trovo in completo disaccordo con te. Questo testo è uno dei pochi di vera satira che siano stati scritti. La satira reale, quella che ti piega le ginocchia e ti molla un pugno ben assestato allo stomaco, che non ti lascia semplicemente arricciare il nasino per indignarti il tempo necessario per candeggiare l’anima, e poi tornare indifferente alle tue occupazioni quotidiane. Se dopo tanto tempo il testo di Jonthan Swift riesce ancora ad indignare così non so se renda onore a lui o disonore ai nostri tempi, che a quanto pare non ci vedono poi così moralmente e intellettualmente progrediti rispetto al 1729.

    • Benedetta Colella il said:

      Grazie del garbato e sentito contributo. Un classico è un libro che fa ancora dibattere.

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