Incontro con Daria Colombo

Vado alla Libreria Mondadori di Roberto Maccarrone per ascoltare la moglie di Roberto Vecchioni ed esco pensando che il marito di Daria Colombo ha ragione nel dedicarle quelle bellissime poesie che sono le sue canzoni.


Daria Colombo ha fluido.
La totale armonia che emana dalla sua persona dipende da un combinato disposto fra caldo e calmo.


Caldi i modi, la voce, gli sguardi.

Calmi l’eloquio, il pensiero, i tempi.


Daria Colombo non sa di essere un personaggio e si muove con la naturalezza delle persone veraci.
Si complimenta con l’attrice e col musicista che hanno accompagnato il reading, tratta da amico Stefano Carnicelli, che ha moderato l’evento, interagisce con scioltezza durante il firmacopie, si mette in fila come una cliente qualsiasi per acquistare un regalo per le nipotine.
Eppure tutto in lei emana luce e non solo per il trucco discreto e per la bella giacca di un tenerissimo color albicocca che indossa.


C’è in lei l’appagamento della donna che non conosce odio né livore.
Per lei l’amicizia, l’amicizia fra donne, è il baluardo della vita.
Paola ed io ci siamo sorrise più volte, ascoltandola: stava dando voce ai nostri sentimenti più intimi, quelli per cui la famiglia è fondamentale, l’amore è totalizzante, il gruppo è vitale, ma solo con un’amica vera possono esistere sintonia e complicità infinite.
Il pensiero di Daria Colombo è per quelle donne che non riescono a realizzare se stesse per una sudditanza affettiva o economica agli uomini che le monopolizzano. Il pensiero si fa immediatamente azione: collabora infatti con l’Assessorato delle Pari Opportunità a Milano, ma le sue simpatie vanno a tutti i sofferenti della terra.


Per questo, nel libro presentato ieri, Cara Premier, ti scrivo, dà voce all’imprenditore stritolato dalla burocrazia e al bengalese che vive ai margini della società; lo fa senza pathos né paternalismo, con simpatia più che con empatia.
Hanno definito le sue opere sentimental-politiche.
Ecco, mi sembra che la strategia vincente consista proprio in ciò: dare cuore alle dinamiche politiche e strutturare in azione le intuizioni del sentimento.
E Daria Colombo in questo modo non solo scrive, ma anche vive.

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