Incontro con Giorgione

Created with Nokia Smart CamChiedete a cento persone chi sia Giorgione.

Novanta, quasi tutti entusiasti, vi parleranno dello chef, Giorgio Barchiesi.

Dieci, non di più, discetteranno del grande artista veneto, Giorgio Zorzi (o Barbarella).

Sarei ipocrita se tuonassi ora: “O tempora, o mores!”

A me sono bastati pochi video su Gambero Rosso Channel, su segnalazione di mio cognato, per ardere di folle amore per questo oste, che è la risposta nostrana, “laida e corrotta” alle ricette delicate e ai gusti raffinati degli chef di professione.

Ora di pranzo a Montefalco...
Ora di pranzo a Montefalco…

L’8 marzo, mentre altri brindavano alla festa della donna o si accapigliavano sulla liceità del simbolo, noi, più prosaicamente, abbiamo varcato le porte del ristorante “La via di mezzo” e abbiamo conosciuto Giorgione.

Barbetta sale e pepe, eterna salopette, camicia azzurra, pancione prominente da buon Pantagruel, modi spicci e stretta vigorosa, Giorgione ci ha accolto nel suo ristorante con una cordialità che non sognavamo.

Le aspettative, acutizzate dai due mesi intercorsi fra la prenotazione e la prima data libera, erano altissime, ma concernevano soprattutto il cibo. Pensavamo tutti che Giorgione, il padrone di casa, facesse una rapida comparsata a stringer mani e tornasse subito alle sue trasmissioni di successo.

Invece, Giorgio Barchiesi, in arte Giorgione, è oste nell’anima, fino al midollo.Created with Nokia Smart Cam

Illustra gli antipasti con gli occhi che brillano, pregustando la nostra soddisfazione. È straniante sentirlo descrivere il cibo destinato a finire nei nostri piatti con i toni, il timbro e l’aggettivazione che siamo soliti apprezzare in televisione.

Ancora di più lo è vederlo arrivare, grande e silenzioso, alle nostre spalle, con un nuovo cestino di pane, e sentirlo ammonirci con finta burbanza a non finire il pane, visto che c’è di meglio da assaggiare, indicandoci il ricchissimo buffet.

Poi ritorna, a controllare come prosegue il pranzo. Percepisce le mie incertezze su un primo alle cipolle e mi sfida ad assaggiarlo. Lo divoro.

Gli altri avventori se lo contendono per le foto.

Si dà con quel misto di emozione e familiarità che hanno gli sposi durante il pranzo di nozze.

Anche noi lo acclamiamo ed io chiedo per me una foto da sola. Sarei pronta ad alzarmi dal tavolo, ma lui si avvicina, mi pone le mani sulle spalle, mi stringe con la delicatezza di un padre, pazienta tutto il tempo necessario per prendere il telefonino, scegliere l’angolazione migliore e scattare e poi, con la stessa bonomia, si offre ad un nuovo flash con mia sorella e famiglia.

Created with Nokia Smart CamVa via mentre i suoi aiutanti servono il secondo, ma la sua sagoma ci sorride da ogni parte: nella collezione di orologi da cucina personalizzati, con lancette a forma di forchetta e coltello, nel segnaposto, di fronte alla cassa, dove fa bella mostra di sé un tapiro d’oro.

Per quanto cerchi su Internet non ne scopro il motivo. Chi lo sa? Created with Nokia Smart Cam

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