Incontro con Rosanna Lambertucci

WP_20150720_008Rosanna Lambertucci arriva alla Versiliana impeccabile come il solito.

È vezzoso addirittura il modo in cui si asciuga il viso provato dal caldo intenso di luglio.

La guardo, elegante nel suo look sobrio, ordinata nel trucco e nel parrucco, scattante nel passo e decisa nei movimenti, e penso, Dio mi perdoni, che non abbia mai avuto un problema in vita sua.

Sono molto lontana dal vero.

Questa donna bellissima e sicura di sé ha conosciuto i morsi della gelosia, ha sbagliato a decrittare i comportamenti dell’uomo che ha amato tutta la vita e, scambiandone l’indipendenza per indifferenza, ha per impazienza buttato alle ortiche il suo matrimonio.

Quando il marito si è ammalato, però, è tornata al suo capezzale per lottare con lui contro un nemico implacabile, ma non invincibile.

E sono corsa da te è il libro- verità in cui narra, con pudore e sincerità, la sua esperienza perché sia di aiuto a chi è vittima degli stessi tormenti, perché la scrittura lenisca il suo dolore, perché si eterni il ricordo di un grande uomo, Alberto Amodei, “che aveva troppe qualità per pretenderle tutte per sé”, a detta dell’autrice.WP_20150720_002

Solo due dei tre obiettivi le sono riusciti: il dolore, invece, non si è tacitato perché scavarsi dentro lascia solchi e ferite invisibili allo sguardo.

Tuttavia, l’incontro non verte esclusivamente sulla vicenda biografica di Rosanna Lambertucci né su E sono corsa da te: al contrario, la parabola umana di Alberto Amodei si fa paradigma per quanti lottano oggi contro il tumore e per quanti, adottando uno stile di vita sano, cercano di esorcizzarne il rischio in un futuro più o meno remoto.

Lo spiega bene il dott. Domenico Amoroso, primario di oncologia all’ospedale versiliano: la lotta al cancro è passata dalla cura degli effetti alla prevenzione delle cause e dalla prevenzione alla promozione della salute attraverso una vita sana, dinamica e attenta dal punto di vista alimentare.

Alcune informazioni mi sono sembrate un po’ talebane: nella guerra contro il fumo si è arrivati a sostenere che in ogni sigaretta si annidino circa millecinquecento diverse componenti cancerogene, nella lotta all’alimentazione sregolata l’accusa più dura è andata alle grigliate e alle fritture nei ristoranti, alimentate entrambe con oli già combusti. Per questo l’uomo, che è geneticamente progettato per vivere almeno 120 anni, si congeda da questo mondo molto prima.WP_20150720_009

L’uomo, animale onnivoro, ha bisogno per il suo sostentamento di cibi di ogni tipo, compresi quelli messi al bando dai vegetariani, sia chiaro. È da curare, però, la qualità degli alimenti e, con essa, la tipologia di cottura.

WP_20150720_004A dimostrazione pratica di come determinati cibi con funzione antitumorale siano anche succulenti, gli alunni del locale istituto alberghiero hanno cucinato per noi una prelibatezza locale, il farro della Garfagnana, in un passato di “fagioli scritti” che ha fatto onore ai giovani cuochi e agli alacri produttori.

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