Tranquillo prof, la richiamo io di Christian Raimo (52/2015)

Raimo

Tranquillo prof, la richiamo io di Christian Raimo, con la sua verve grottesca e immaginifica, è il libro che, secondo me, fotografa meglio le contraddizioni e le frustrazioni dei docenti di oggi.

È difficile parlare di scuola.

Eppure è tutto un fiorire di libri, sceneggiati televisivi e film che cercano di descriverne la crisi e cercarne la soluzione.

Quelli più in malafede sono gli scrittori che, forti delle loro esperienze giovanili, cercano di decrittare la realtà di oggi alla luce delle suggestioni di allora: costoro non conoscono mezze misure e inneggiano ora a una severità fuori dal tempo ora a un giovanilismo fuori di testa.

Noi professori, invece, siamo abituati a parlare senza contraddittorio e, sensibili all’adulazione come poche altre categorie, siamo convinti tutti di avere le chiavi del cuore dei nostri alunni e di soffrire solo per l’oscurantismo che si respira in sala docenti, dimenticando che di quel gruppo di insopportabili tromboni facciamo parte anche noi.

Christian Raimo ha saputo creare, in Tranquillo prof, la richiamo io, un personaggio fuori dagli schemi, autoreferenziale in ogni interazione con la classe, paradossale nelle affermazioni e nei comportamenti, che amplifica a scopi ironici i malumori e il senso di inadeguatezza che proviamo un po’ tutti.

È un professore di storia e filosofia che fa la ola mentre la classe spiega, perché ha smarrito il senso della sua missione e , suggestionato da tutte le manfrine paradidattiche che snaturano quotidianamente la scuola, cerca nell’innovazione a tutti i costi, nella complicità mal riposta, nelle interferenze forsennate nella vita degli alunni quella autorevolezza che conquisterebbe facilmente se solo si limitasse a far con competenza il suo lavoro.

Già, ma qual è il lavoro di un prof?

Gli alunni di questo libro, improbabili secchioni che hanno sostituito il nozionismo sterile di Wikipedia all’apprendimento, mettono saccentemente all’angolo il prof ogni volta che si parla di filosofia e storia. E il prof, che sognerebbe di trovare un punto fermo nella propria vita vuota grazie alla stima degli alunni, si trova a pietirne l’attenzione diventando grottesco prima, molesto poi, inopportuno sempre.

Di contro, una terribile supplente che incarna tutti gli input contraddittori rivoltici dal ministero, praticamente onnisciente, umilia con la sua didattica aggiornata, criticamente inappuntabile e demagogicamente criminale il povero, inadeguato, imbarazzato prof che dall’annichilente confronto acuisce il suo esaurimento nervoso.

Tranquillo prof, la richiamo io è un libro straniante e grottesco, talvolta ripetitivo, spesso divertente, sempre illuminante.

Sul tema della scuola, leggi anche su Bennyland, “La passione ribelle” di Paola Mastrocola

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