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San Pietro della Ienca, il buen retiro di Giovanni Paolo II

San Pietro della Jenca e papa Giovanni Paolo II

San Pietro della Jenca era tutto panorama quando papa Giovanni Paolo II la scoprì.

La chiesetta era un granello di pietra in un universo sterminato, più coriacea della montagna a cui era avvinta.

Dalle casupole del borgo abbandonato non provenivano suoni umani.

E lì, in quel luogo senza tempo, il Papa si fermò a pregare, tornò a meditare, amò celebrare la Messa.

Solo il nome sembrava accomunare San Pietro al Vaticano, la Chiesa più opulenta del mondo, e San Pietro della Jenca, piccolissima pieve sperduta nell’immensità del Gran Sasso.

Chiesetta di San Pietro della Jenca: interno

Il recupero

Poi qualche scalatore riconobbe, al di là dei pantaloni sformati, al di là degli scarponi da montagna, il sorriso buono del Papa.

E la storia, che per mille anni si era fermata, è tornata a scorrere in quel luogo incantato: la chiesa è stata restaurata, una statua a grandezza naturale celebra l’intesa fra il santo, il vento, la comunità.

Il giardino dedicato alle vittime del terremoto di L’Aquila è minuscolo, certo, ma strategicamente posto a ridosso del luogo in cui papa Giovanni Paolo II si fermava a pregare, quasi per affidarle alla Sua intercessione.

Il giardino delle vittime del terremoto: particolare

Le casette sono state recuperate in maniera conservativa: sono minuscoli parallelepipedi con tetti spioventi a sfidare la neve, grandi porte, simbolo di accoglienza, e nessun balcone perché qui si vive fuori, in armonia.

Un luogo di intensa spiritualità

Rimane, al di là della Chiesa, un curato abbeveratoio, simbolo di quella mistione fra uomo e animale che rese ricchi i territori del Gran Sasso ai tempi della transumanza.

Proprio da lì parte il sentiero dei due santuari, uno dei più suggestivi dell’intero Parco Nazionale. Anche il versante teramano, infatti, è presidiato da un luogo di alta spiritualità, il Santuario di San Gabriele, che è l’altra faccia del turismo religioso, quella organizzata e monumentale.

Il sentiero fa da trait d’union fra i due fari spirituali d’Abruzzo attraverso un percorso fatto di cime da conquistare e paesaggi in cui immergersi e meditare.

Senza alcuno sforzo, invece, durante le domeniche d’estate si può partecipare agli incontri del Giardino Letterario nel bellissimo spiazzo che chiude il piccolissimo borgo: qui ho assistito, ad esempio, agli interventi di Claudia Koll e di Osvaldo Bevilacqua, di cui ho parlato in Bennyland.

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Nella pagina “I luoghi che ho visto” troverai tutti i luoghi che ho raccontato sul blog.

Su Viaggi e viaggetti c’è l’intero itinerario in sintesi

Pubblicato da Benedetta Colella

Sono Benedetta, quarantenne aquilana innamorata del mondo. Per contatti e collaborazioni, potete scrivermi a benedettacolella(at)gmail.com